Legge di Murphy: Se qualcosa puo' andar male, lo fara'
1. Niente e' facile come sembra.
2. Tutto richiede piu' tempo di quanto si pensi.
3. Se c'e' una possibilita' che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sara' la prima a farlo.
4. Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa puo' andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelera' un quinto.
5. Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio.
6. Non ci si puo' mettere a far qualcosa senza che qualcos'altro non vada fatto prima.
7. Ogni soluzione genera nuovi problemi.
8. I cretini sono sempre piu' ingegniosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere.
9. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscira' sempre a scovarla
10. Madre Natura e' una puttana.
Postulato di Boling
Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passera'.
Legge di Miller
Non puoi dire quant'e' profonda una pozzanghera finche' non ci finisci dentro.
Legge della perversita' della Natura
Non si puo' prevedere con successo quale lato del pane andrebbe imburrato.
Legge della gravita' selettiva
Un oggetto cadra' sempre in modo da produrre il maggior danno possibile.
Le probabilita' che il pane cada sul lato imburrato sono direttamente proporzionali al costo del tappeto.
Legge dell'officina
Ogni attrezzo, quando cade, rotola fino al punto piu' inaccessibile dell'officina.
Principio degli elementi persi
Il raggio di caduta dal banco di lavoro di piccoli elementi varia inversamente alle dimensioni - e direttamente alla loro importanza per il completamento del lavoro intrapreso.
Prima legge di Johnson
Se un congegno meccanico si rompe, lo fara' nel peggior momento possibile.
Legge di Lowery
Se si blocca, forzalo. Se si rompe, tanto si doveva cambiare.
Legge della forza
Non forzarlo: prendi un martello abbastanza grosso.
Seconda legge di Johnson
Se, nel corso di vari mesi, si producono solo tre eventi sociali interessanti, saranno tutti e tre nella stessa sera.
Paradosso di Trischmann
Una pipa da' al saggio tempo per riflettere, all'idiota qualcosa da mettere in bocca.
Seconda legge di Parkinson
Le spese aumentano fino a raggiungere le entrate.
Leggi di Issawi sul progresso
Il corso del progresso:
La maggior parte delle cose va costantemente peggio.
Il sentiero del progresso:
Una scorciatoia e' la via piu' lunga tra due punti.
Il passo del progresso:
La societa' e' un mulo, non un'automobile... Se la si spinge troppo, scalcia e disarciona chi la cavalca.
Talvolta stai davanti, altre resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso...
26 ottobre 2005
18 ottobre 2005
Sparito?
No non sono sparito! Vi eravate preoccupati eh!? Grazie grazie siete un pubblico fantastico! In effetti ho avuto solo bisogno di qualche giorno per pensare. Sono stati giorni strani. Mi sento una stanchezza addosso che non so spiegare, e sono un po' annoiato. Pazienza passerà! Comunque mi sono organizzato per partire! Sabato mattina verso le 10 parto per Roma e vado dalla mia bellissima ragazza, poi torno a Napoli, me ne sto altri 4 giorni a farmi le seghe all'università (è solo un modo di dire!) e poi finalmente PARTO PER LUCCA! E vado a delirare!!! Yeeeeeepppppaaaaaaaaahhhh!! Che bello sono così contento! Anche xkè starò in compagnia delle mie amiche... e poi forse vado anche a Roma per l'immacolata che c'è un'altra rappresentazione come il delirio di Lucca, così mi rendo ridicolo davanti a Sabrina... ehehe... lei non lo sa ancora! Ma tra poco la chiamo e glielo dico... ieri notte le ho scritto una lettera... è la prima volta che scrivo una lettera a una ragazza. Forse perché è la prima ragazza che non ha l'email...
L'università la reggo poco il martedì. Forse è colpa del prof di Fisica Generale 1 che è fondamentalmente un coglione... e nn sa spiegare quella materia che al liceo è così facile e bella... fa tutto complicato, mette tanti simboli in più e prevede che conosciamo concetti da laureato in ingegneria... vabbè capirà! Dopotutto non è un mistero che metà classe dell'anno scorso non ha ancora fatto il suo esame... chissà xkè!
L'università la reggo poco il martedì. Forse è colpa del prof di Fisica Generale 1 che è fondamentalmente un coglione... e nn sa spiegare quella materia che al liceo è così facile e bella... fa tutto complicato, mette tanti simboli in più e prevede che conosciamo concetti da laureato in ingegneria... vabbè capirà! Dopotutto non è un mistero che metà classe dell'anno scorso non ha ancora fatto il suo esame... chissà xkè!
16 ottobre 2005
Oceano Mare
Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.
La spiaggia. E il mare.
Potrebbe essere la perfezione - immagine per occhi divini - mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore.
Il cavalletto è ancorato con corde sottili a quattro sassi posati sulla sabbia. Oscilla impercettibilmente al vento che soffia sempre da nord. L'uomo porta alti stivali e una grande giacca da pescatore. Sta in piedi, di fronte al mare, rigirando tra le dita un pennello sottile. Sul cavalletto, una tela. È come una sentinella - questo bisogna capirlo - in piedi a difendere quella porzione di mondo dall'invasione silenziosa della perfezione, piccola incrinatura che sgretola quella spettacolare scenografia dell'essere. Giacché sempre è così, basta il barlume di un uomo a ferire li riposo di ciò che sarebbe a un attimo dal diventare verità e invece immediatamente torna ad essere attesa e domanda, per il semplice ed infinito potere di quell'uomo che è feritoia e spiraglio, porta piccola da cui rientrano storie a fiumi e l'immane repertorio di ciò che potrebbe essere, squarcio infinito, ferita meravigliosa, sentiero di passi a migliaia dove nulla più potrà essere vero ma tutto sarà - proprio come sono i passi di quella donna che avvolta in un mantello viola, il capo coperto, misura lentamente la spiagia, costeggiando la risacca del mare, e riga da destra a sinistra l'ormai pereduta perfezione del grande quadro consumando la distanza che la divide dall'uomo e dal suo cavalletto fino a giungere ccanto a lui, dove diventa un nulla fermarsi - e, tacendo, guardare.
L'uomo non si volta neppure. Continua a fissare il mare. Silenzio. Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri. Le setole del pennello lasciano dietro di sé l'ombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame c'è solo acqua. E sulla tela, niente. Niente che si possa vedere.
Soffia sempre il vento da nord e la donna si stringe nel suo mantello viola.
- Plasson, sono giorni e giorni che lavorate quaggiù. Cosa vi portate in giro a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli?
Questo sembra risvegliarlo. Questo l'ha colpito. Si gira a osservare il volto della donna. E quando parla non è per rispondere.
- Vi prego, non muovetevi -, dice.
Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle sue labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all'altro della bocca. Le setole si tingono di rosso carminio. Lui le guarda, le immerge appena nell'acqua, e rialza lo sguardo verso il mare. Sulle labbra della donna rimane l'ombra di un sapore che la costringe a pensare "acqua di mare, quest'uomo dipinge il mare con il mare" - ed è un pensiero che dà i brividi.
Lei si è già voltata da tempo, e già sta rimisurando l'immensa spiaggia con il matematico rosario dei suoi passi, quando il vento passa sulla tela ad asciugare uno sbuffo di luce rosea, nudo a galleggiare nel bianco. Si potrebbe stare ore a guardare quel mare, e quel cielo, e tutto quanto, ma non si potrebbe trovare nulla di quel colore. Nulla che si possa vedere.
La marea, da quelle parti, sale prima che arrivi il buio. Poco prima. L'acqua circonda l'uomo e il suo cavalletto, se li piglia, adagio ma con precisione, restano lì, l'uno e l'altro, impassibili, come un'isola in miniatura, o un relitto a due teste.
Plasson, il pittore.
Viene a prenderselo, ogni sera, una barchetta, poco prima del tramonto, che l'acqua gli è già arrivata al cuore. È così che vuole, lui. Sale sulla barchetta. ci carica il cavalletto e tutto, e si lascia riportare a casa.
La sentinella se ne va. Il suo dovere è finito. Scampato pericolo. Si spegne nel tramonto l'icona che ancora una volta non è riuscita a diventare sacra. Tutto per quell'ometto e i suoi pennelli. E ora che se n'è andato, non c'è più tempo. Il buio sospende tutto. Non c'è nulla che possa, nel buio, diventare vero.
La spiaggia. E il mare.
Potrebbe essere la perfezione - immagine per occhi divini - mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore.
Il cavalletto è ancorato con corde sottili a quattro sassi posati sulla sabbia. Oscilla impercettibilmente al vento che soffia sempre da nord. L'uomo porta alti stivali e una grande giacca da pescatore. Sta in piedi, di fronte al mare, rigirando tra le dita un pennello sottile. Sul cavalletto, una tela. È come una sentinella - questo bisogna capirlo - in piedi a difendere quella porzione di mondo dall'invasione silenziosa della perfezione, piccola incrinatura che sgretola quella spettacolare scenografia dell'essere. Giacché sempre è così, basta il barlume di un uomo a ferire li riposo di ciò che sarebbe a un attimo dal diventare verità e invece immediatamente torna ad essere attesa e domanda, per il semplice ed infinito potere di quell'uomo che è feritoia e spiraglio, porta piccola da cui rientrano storie a fiumi e l'immane repertorio di ciò che potrebbe essere, squarcio infinito, ferita meravigliosa, sentiero di passi a migliaia dove nulla più potrà essere vero ma tutto sarà - proprio come sono i passi di quella donna che avvolta in un mantello viola, il capo coperto, misura lentamente la spiagia, costeggiando la risacca del mare, e riga da destra a sinistra l'ormai pereduta perfezione del grande quadro consumando la distanza che la divide dall'uomo e dal suo cavalletto fino a giungere ccanto a lui, dove diventa un nulla fermarsi - e, tacendo, guardare.
L'uomo non si volta neppure. Continua a fissare il mare. Silenzio. Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri. Le setole del pennello lasciano dietro di sé l'ombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame c'è solo acqua. E sulla tela, niente. Niente che si possa vedere.
Soffia sempre il vento da nord e la donna si stringe nel suo mantello viola.
- Plasson, sono giorni e giorni che lavorate quaggiù. Cosa vi portate in giro a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli?
Questo sembra risvegliarlo. Questo l'ha colpito. Si gira a osservare il volto della donna. E quando parla non è per rispondere.
- Vi prego, non muovetevi -, dice.
Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle sue labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all'altro della bocca. Le setole si tingono di rosso carminio. Lui le guarda, le immerge appena nell'acqua, e rialza lo sguardo verso il mare. Sulle labbra della donna rimane l'ombra di un sapore che la costringe a pensare "acqua di mare, quest'uomo dipinge il mare con il mare" - ed è un pensiero che dà i brividi.
Lei si è già voltata da tempo, e già sta rimisurando l'immensa spiaggia con il matematico rosario dei suoi passi, quando il vento passa sulla tela ad asciugare uno sbuffo di luce rosea, nudo a galleggiare nel bianco. Si potrebbe stare ore a guardare quel mare, e quel cielo, e tutto quanto, ma non si potrebbe trovare nulla di quel colore. Nulla che si possa vedere.
La marea, da quelle parti, sale prima che arrivi il buio. Poco prima. L'acqua circonda l'uomo e il suo cavalletto, se li piglia, adagio ma con precisione, restano lì, l'uno e l'altro, impassibili, come un'isola in miniatura, o un relitto a due teste.
Plasson, il pittore.
Viene a prenderselo, ogni sera, una barchetta, poco prima del tramonto, che l'acqua gli è già arrivata al cuore. È così che vuole, lui. Sale sulla barchetta. ci carica il cavalletto e tutto, e si lascia riportare a casa.
La sentinella se ne va. Il suo dovere è finito. Scampato pericolo. Si spegne nel tramonto l'icona che ancora una volta non è riuscita a diventare sacra. Tutto per quell'ometto e i suoi pennelli. E ora che se n'è andato, non c'è più tempo. Il buio sospende tutto. Non c'è nulla che possa, nel buio, diventare vero.
13 ottobre 2005
E anche oggi... niente di fatto
Anche oggi, come ieri, sono andato all'università inutilmente. Niente lezione. E domani rischiamo di fare ancora un giorno a vuoto. È strano. La reazione di noi ragazzi alla prospettiva di un giorno di festa, mentre stavamo al liceo ci allettava non poco. Invece ora come ora arriviamo quasi a protestare... è strano no? Dopotutto i "bidelli" (non so mai come chiamarli) hanno ragione a fare sciopero, e anche noi ragazzi stiamo iniziando ad associarci alle loro assemblee anche se per motivi diversi. Loro lottano xkè pare che gli vogliano dimezzare il salario e raddoppiare le ore di lavoro, noi contro la riforma Moratti che vuole fare diventare anche le università, dopo le scuole, delle fabbriche. Sembra che questo sciopero continuerà fino al 22, anche se la mia sensazione è che questo governo opportunista pensi solo ai propri interessi, e non a quelli del popolo, che andrebbero maggiormente rispettati. Perchè se i bidelli decidono di fare 12 giorni di protesta un motivo ci sarà. E probabilmente potrebbe essere la spia di un disagio molto più grave di quanto ci si potesse aspettare.
Basta politica. Mi fa schifo. I politici sono tutti uguali. Destra o Sinistra, Radicali o Moderati. Tutti la stessa merda. Tutti interessati a difendere solo i propri interessi. Chissà cosa ci aspetta il futuro... speriamo bene.
Basta politica. Mi fa schifo. I politici sono tutti uguali. Destra o Sinistra, Radicali o Moderati. Tutti la stessa merda. Tutti interessati a difendere solo i propri interessi. Chissà cosa ci aspetta il futuro... speriamo bene.
12 ottobre 2005
Edizione straordinaria!!!
Ho trovato una radiografia! Mostra il cervello dell'uomo americano più evoluto che ci sia mai stato! Uhm dite che vi ricorda qlkuno? E ki? Uhm siete proprio sicuri? Nono non è Bush... i suoi 2 neuroni non si vedono così nitidamente! Come? Vi ricorda il vostro capo? E' possibile!!! Ma non è lui... anche perché non è americano il vostro capo giusto? Vi do un indizio x scoprire il soggetto... anzi vi DOH un indizio!!! Dai che ci potete arrivare!!!
W la manifestazione dei bidelli!
Ooooopppssssssssss squadra di pulizia dell'istituto... un modo FINE per dire "BIDELLI". Che oggi hanno scioperato. E quindi, con grande dispiacere di noi ragazzi, i professori si sono rifiutati di fare lezione. E quindi quasi x disgrazia io ora sono a casa a caxxeggiare invece di stare a rompermi le palle con Analisi Matematica! Che pekkato ci tenevo a rompermi le palle... vabbè pazienza... ci penserò domani a rompermi le palle (anche se entro 2 ore dopo)... dopotutto l'istituto così come sta combinato è quasi invivibile. Carte, cartoni di pizza, lattine, bottiglie, e chi più ne ha più ne metta, sparsi x tutto l'istituto! Che bello che bello... ieri avevamo solo i banchi fradici... oggi ci hanno aggiunto anche le carte! Se continuiamo così un giorno apriremo l'istituto e troveremo i topi morti...
W la manifestazione dei bidelli insomma!!!
W la manifestazione dei bidelli insomma!!!
07 ottobre 2005
Un piccolo quiz!
Vediamo chi risolve questo:
Una madre è 21 anni più vecchia di suo figlio.
Tra 6 anni, il figlio sarà 5 volte più giovane della madre.
Domanda: Dove si trova il padre?
Grazie Eli =)
Una madre è 21 anni più vecchia di suo figlio.
Tra 6 anni, il figlio sarà 5 volte più giovane della madre.
Domanda: Dove si trova il padre?
Grazie Eli =)
06 ottobre 2005
Serata anomala
Caspita era tanto tempo che non mi facevo una serata davanti alla TV. Sarà stato merito della possibilità (che ora quei bastardi di fastweb mi hanno tolto) di collegarmi ogni sera... boh non lo so, ma erano quasi 2 anni che non mi guardavo un film la sera in TV, al limite guardavo qlke telefilm o i Simpson (che x me sono il massimo dell'espressione dei cartoni in TV!)... invece stasera, pur essendo stata una serata diversa dal solito è stata piacevole, in TV facevano l
'ultimo (almeno credo sia l'ultimo) film di 007 che mi è sempre piaciuto un sakko! Comunque oggi mi è FINALMENTE arrivata la notifica che mi hanno attivato l'ADSL quindi tra pochi giorni dovrei FINALMENTE tornare online... e per tutto il tempo! Intanto x chiunque mi volesse contattare c'è sempre il mio indirizzo email (che x il prezzo di Fastweb a ora controllo solo una volta al giorno) cometspk@gmail.com. Scrivetemi, anche se volete conoscermi... ho sempre voglia di conoscere qualcuno di nuovo. Intanto a questo post allego l'immagine dell'americano medio, il mio idolo (per modo di dire sia chiaro)... HOMER!
'ultimo (almeno credo sia l'ultimo) film di 007 che mi è sempre piaciuto un sakko! Comunque oggi mi è FINALMENTE arrivata la notifica che mi hanno attivato l'ADSL quindi tra pochi giorni dovrei FINALMENTE tornare online... e per tutto il tempo! Intanto x chiunque mi volesse contattare c'è sempre il mio indirizzo email (che x il prezzo di Fastweb a ora controllo solo una volta al giorno) cometspk@gmail.com. Scrivetemi, anche se volete conoscermi... ho sempre voglia di conoscere qualcuno di nuovo. Intanto a questo post allego l'immagine dell'americano medio, il mio idolo (per modo di dire sia chiaro)... HOMER!
Iscriviti a:
Post (Atom)